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	<title>Diario &#8211; Ain Karim</title>
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	<description>Casa Famiglia</description>
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		<title>25esimo compleanno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amministrazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2022 20:38:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
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			<p>Il 28 Maggio l&#8217;associazione festeggia 25 anni di vita: speriamo che tanti vogliano celebrare con noi questo importante traguardo!</p>
<p>I festeggiamenti avranno luogo presso la parrocchia di S.Romano Martire (Largo Beltramelli 23, Roma) alle ore 18.30.</p>
<p>La messa sarà celebrata dai tre parroci che nel tempo hanno seguito la nostra casa famiglia di Ain Karim.</p>
<p>Alle 17.30 il coro gospel &#8220;Soul Singers&#8221; rallegrerà tutti con i suoi canti.</p>
<p>Seguirà un semplice buffet.</p>
<p>Speriamo di vedervi numerosi.</p>
<p class="wp-block-paragraph">

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		<title>Un compleanno come pochi</title>
		<link>https://www.ainkarim.it/un-compleanno-come-pochi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 17:46:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile]]></category>
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					<description><![CDATA[Una storia vera di Andrea scritta da Claudia Alcuni giorni sono speciali sempre, anche quando si cresce e un po&#8217; perdiamo quel modo di vivere le emozioni appieno come facevamo, invece, quando eravamo bambini. Ci sono dei giorni, dei momenti che sanno, inspiegabilmente, risvegliare dentro di noi quella spensieratezza che fino a poco prima si&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>                     Una storia vera di Andrea scritta da Claudia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni giorni sono speciali sempre, anche quando si cresce e un po&#8217; perdiamo quel modo di vivere le emozioni appieno come facevamo, invece, quando eravamo bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono dei giorni, dei momenti che sanno, inspiegabilmente, risvegliare dentro di noi quella spensieratezza che fino a poco prima si credeva perduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono mai stato un grandissimo fan dei compleanni, insomma, come a tutti mi piacciono le feste e le torte e i regali <em>son sempre graditi</em>, ma più si cresce più quel numerino sulla torta fa paura e allora il compleanno si trasforma in un altro martedì qualsiasi dei martedì qualsiasi della nostra esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a quando non succede qualcosa, una cosa anche piccola, che ti trasforma di nuovo nel bambino che attendeva con trepidazioni il giorno in cui avrebbe soffiato le sue candeline ed espresso il suo desiderio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno è successo a me: ho festeggiato il mio ventottesimo compleanno in Casa Famiglia, insieme agli operatori e ai bambini che mi hanno riempito di attenzioni e di tenerezze facendomi sentire di nuovo come se avessi sette anni, come se fossi ancora quel bambino che saltellava sulla sedia e applaudiva mentre gli altri gli cantavano tanti auguri a me.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stata una sorpresa bellissima, vederli tutti insieme riuniti a festeggiarmi, a ridere con me, <em>di</em> me, mentre insieme accendevamo le candeline e poi tagliavamo la torta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono queste le emozioni, i veri regali che questa esperienza può donarti: la condivisione, la consapevolezza che si è tutti importanti, che si è tutti speciali, e che i sorrisi che dai e che ricevi hanno il potere di allontanare la solitudine triste a cui questi tempi difficili ci hanno abituato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato un momento magico, inaspettato; un momento in cui i pensieri negativi non c&#8217;erano, e noi eravamo davvero un gruppo, una famiglia, riunita intorno a un tavolo a bisticciare su chi avesse ricevuto il pezzo di torta più grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il bello della comunità, è il regalo che non ti aspetti, perché sei abituato a dare sempre e a ricevere poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è anche l&#8217;istante in cui puoi realizzare che una festa di un compleanno non è mai solo una festa di compleanno: è un modo con cui qualcuno ti da una pacca sulla spalla e ti dice, a suon di <em>Happy Birthday</em>: &#8221; Grazie di <em>esserci </em>per me&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">23 Novembre 2021</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Campo estivo 21</title>
		<link>https://www.ainkarim.it/campo-estivo-21/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Raponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 08:27:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[8 Giugno 2021 Martedì è finita la scuola e Mercoledì è iniziato il Campo Estivo 21 per i piccoli delle elementari. I piccolissimi ancora sono al nido e alla materna per un&#8217;altra settimana. Poi parteciperanno anche loro. Sono previsti giochi di gruppo a squadre, attività artistiche, musica, ginnastica, pranzo tutti insieme come se fossimo davvero&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">8 Giugno 2021 </p>



<p class="wp-block-paragraph">Martedì è finita la scuola e Mercoledì è iniziato il Campo Estivo 21 per i piccoli delle elementari. I piccolissimi ancora sono al nido e alla materna per un&#8217;altra settimana. Poi parteciperanno anche loro. Sono previsti giochi di gruppo a squadre, attività artistiche, musica, ginnastica, pranzo tutti insieme come se fossimo davvero in vacanza da un&#8217;altra parte. Invece siamo a due passi da casa. Speriamo di poter riaprire la piscinetta appena fa un po&#8217; più caldo e il tempo si stabilizza. I ragazzi più grandi, di Nazareth, collaborano con gli operatori nel proporre e rendere possibili le attività. Siamo una bella famigliona. Ci dovreste vedere a tavola tutti insieme con gli spaghetti al pomodoro&#8230;</p>
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		<title>Prima settimana nel S.C.U.: Claudia a Siloe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Raponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 10:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[La prima sensazione che provai, durante i miei primi minuti di servizio presso la casa famiglia a cui ero stata assegnata, fu di essermi ritrovata (lì per lì nemmeno io sapevo come!) nel bel mezzo di un’accesa riunione famigliare. Una di quelle in cui in una stanza, all’improvviso, sembrano riunirsi zii, genitori, nonni, cugini, fratelli&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La prima sensazione che provai, durante i miei primi minuti di servizio presso la casa famiglia a cui ero stata assegnata, fu di essermi ritrovata (lì per lì nemmeno io sapevo come!) nel bel mezzo di un’accesa riunione famigliare. Una di quelle in cui in una stanza, all’improvviso, sembrano riunirsi zii, genitori, nonni, cugini, fratelli e sorelle, e il caos divampa ovunque in un susseguirsi di richieste e domande come: “Te le sei lavate le mani?”, “Stasera cosa si mangia per cena?”, “Zia, lo sai che ho preso un bel voto alla verifica di scienze?”; mentre i più piccoli e i più timidi, quelli che nel loro silenzio si sono per primi accorti della tua presenza, ti guardano straniti, si nascondono dietro le gambe degli “zii”, e forse si domandano il perché della tua intrusione in quel marasma che è la loro quotidianità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre venivo presentata a tutti quanti grazie a G. (una delle educatrici storiche dell’associazione, che per prima mi aveva riconosciuta e accolta), mi ritrovai a pensare che quello in cui mi ero improvvisamente ritrovata fosse uno scenario simile a quando si viene invitati a casa di un amico senza preavviso, e ci si ritrova nel suo salotto circondati dai suoi parenti senza sapere che cosa fare, in mezzo a persone che fra di loro si conoscono benissimo, mentre tu non puoi che sentirti imbarazzata e fuori luogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In poche parole, quindi, non fu come presentarsi in un ufficio una mattina, dove le uniche conoscenze dirette che avrei potuto avere sarebbero state quelle con la scrivania che mi sarebbe stata assegnata e il mio computer. No: lì dentro c’erano dei bambini veri, in carne e ossa, che mi guardavano e mi facevano domande e volevano sapere chi fossi e che cosa ci facessi lì, se ero un’altra “zia”, o una volontaria, o l’amica, la ragazza di qualcuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Casa famiglia</em>: era giusto che si comportassero così, avevo varcato io la soglia della loro casa, bussando alla porta, è vero, ma senza che loro sapessero il perché, o quale sarebbe stato, da quel momento in poi, il ruolo che sarei stata chiamata a svolgere lì dentro, in mezzo a tutti loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembrano cose sciocche, ma in realtà, quando vivi dentro una casa che non può, per suo principio, chiudere le porte a nessuno, non lo è mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà quanti sconosciuti avranno varcato quella porta, pensai tra me e me, chissà quanti visi come il mio avranno visto, chissà a quanti altri avranno regalato un sorriso, chissà a quanti altri avranno posto la stessa identica domanda: <em>Tu chi sei?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi&#8230; chissà a quanti altri avranno aperto i loro piccoli cuori colmi di speranza, e chissà a quanti si saranno affezionati, legati, e chissà come abbiano sofferto quando, per motivi vari, sono stati costretti a vederli andare via. A vederli varcare di nuovo quella porta per non vederli più tornare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I legami sono una cosa bella, ma possono fare male, e questa è una realtà che i bambini della casa famiglia conoscono molto bene, forse anche molto più di noi adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Me ne accorsi, (e intendo dire, me ne accorsi <em>per davvero</em>) quando vidi per la prima volta la piccola E. Una bimba di neanche un anno che mi fissava con uno sguardo quasi perso, quasi terrorizzato e che dondolava, dal seggiolino in cui era seduta, in una posizione di perenne rigidità, come se si aspettasse che qualcosa da un momento all’altro potesse attaccarla e farle del male.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’epoca non sapevo ovviamente nulla della sua storia, di quale fosse stata la sua vita prima di arrivare in casa famiglia, perciò ricordo che quel particolare mi colpì molto, e ricordo che, insieme agli altri operatori ed educatori, provammo a rassicurarla, a farla stare più serena, cantandole le sue canzoncine preferite e riempendola di piccole e dolce attenzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il suo sguardo spalancato ci attraversava, chissà in direzione di cosa, verso che tipo di passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello fu uno dei primi momenti in cui mi resi veramente conto di quanto la nostra presenza lì dentro servisse anche per colmare un vuoto, una mancanza, riempire le piccole crepe che la vita aveva inflitto a tutti quei piccoli principi e a tutte quelle piccole principesse e cercare, quando sarebbe stato possibile, di lenire le loro ferite con il balsamo delle nostre attenzioni, del nostro affetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È difficile non legarsi a questi bambini, è difficile anche quando piangono o fanno i capricci o assumono atteggiamenti scostanti e tu non sai come prenderli, e se esiste una tecnica magica da usare per placarli e farli dormire sereni, qual è, dov’è, in che manuale puoi leggerla e apprenderla?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni istante cerchi di captare i loro segnali, di indovinare le loro frequenze per interpretarne il linguaggio, per capire ciò che ti chiedono senza davvero parlare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è facile, ma tutti noi ci proviamo e ci riproviamo sempre e comunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché dal momento in cui varchi quella porta, dal momento in cui ti ritrovi in quella stanza piena di “zii” e nipoti e nipotine, quel nome ti resta appiccicato addosso, ne avverti il peso, la responsabilità, la bellezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Casa famiglia</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E piano piano, non subito naturalmente, ma giorno dopo giorno, dopo ogni cena o merenda passata allo stesso tavolo, dopo ogni storia della buonanotte, dopo ogni litigio, dopo ogni risata condivisa, capisci che senza sapere come o perché a quell’incasinata riunione famigliare del primo giorno adesso fai parte anche tu. E che quella casa inizia a diventare qualcosa di familiare, qualcosa a cui inizi a donare pezzi di te, fili di vita che si intrecciano gli uni agli altri indissolubilmente e che ti fanno ricordare quanto tutto ciò che di bello e buono esiste nel mondo, alla fine, consiste nella semplicità di due parole: Casa e Famiglia.</p>
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		<title>Primo giorno nel S.C.U.: Andrea a Betel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Raponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 May 2021 10:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Consorzio Torre Gaia, arrivo in macchina e poi mi metto a cercare l’indirizzo che ci è stato comunicato e lo trovo! Citofono, mi aprono indicandomi il tragitto da fare per trovare la casa. Io dico di aver capito, ma poi sbaglio strada. Dopo aver girato senza troppo senso, vedo una persona che mi aspetta: è&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Consorzio Torre Gaia, arrivo in macchina e poi mi metto a cercare l’indirizzo che ci è stato comunicato e lo trovo! Citofono, mi aprono indicandomi il tragitto da fare per trovare la casa. Io dico di aver capito, ma poi sbaglio strada. Dopo aver girato senza troppo senso, vedo una persona che mi aspetta: è M., un’educatrice della casa famiglia, nonché la voce che poco prima mi aveva risposto al citofono e che adesso si presenta a me con mani sui fianchi, abbigliamento comodo, capelli raccolti da una coda. Mi accorgo subito che M. ha il viso un po&#8217; stanco e mi domando se abbia fatto la notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">M. non mi dice niente, ma ripete la stessa frase che mi ha detto al citofono: “Entra e vai tutta a sinistra”, indicandomi con le mani la strada che avrei dovuto fare e mi accenna un sorriso stanco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cerco frasi per scusarmi, ma poi preferisco rimanere zitto e la seguo. Entriamo dentro la casa, attorno molti alberi e prati curati, il che mi porta a pensare che se portassi una persona a Torre Gaia facendogli fare tutto il tragitto bendato e, una volta arrivati, gli togliessi la benda e gli chiedessi in che punto di Roma ci troviamo, sono sicuro che non mi indicherebbe con il dito la parte est della Città. Invece, siamo proprio lì, a cinque minuti di macchina da Tor Bella Monaca. Nessuno che non sia di quella parte di Roma conosce Torre Gaia, ma tutti conoscono Tor Bella Monaca, arriva anche dove i suoi confini territoriali finiscono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entro dentro questa casa e, come in ogni posto nuovo in cui entro, per la prima volta non è mai come me lo sarai immaginato. Ogni volta, tutto in un primo momento, non mi piace. Davanti a me le altre due operatrici del Servizio Civile, C. e C.B., sedute sul divano che si trova in un grande salone con cucina. Ci salutiamo e mi accorgo che loro, da buone neofite, non si sono ancora tolte i loro giacchetti e sono rimaste con le borse in mano: hanno il classico atteggiamento di chi non sa cosa fare, cosa dire e quindi accennano bozze di sorrisi nervosi, nascosti dalle mascherine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giro la testa e nel salone con cucina c’è A., un’altra educatrice che sicuramente starà dando il cambio a M. Ci presentiamo e non so perché ma questa persona mi trasmette molto calma. A. Avrà forse la mia età, non di più, sta preparando del latte da mettere in un biberon come chi lo fa da sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi siedo anch’io sul divano e, per non rompere la tradizione, mi lascio anch&#8217;io il giacchetto addosso. Mi giro e vedo arrivare in braccio a M. una bimba: lei è P. Non riesco a vedere il suo viso perché lo nasconde tra le braccia di M. Si è appena svegliata e giustamente ha i capelli scombinati e pochissima voglia di parlare. Non riesco ancora a vedere il visetto: è ancora in braccio e vedo solo due piedini con dei calzini che dondolano. A. cerca di chiamarla e incoraggiarla a bere il biberon appena preparato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">M. passa questa bimba ad A. e lei, la piccola di casa, alza lo sguardo, guarda A. e le sorride, poi si gira e ,con gli occhi ancora stropicciati, ci guarda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora immaginate voi, una bambina di tre anni, appena sveglia, dentro quella che per lei è casa, che vede tre persone con le mascherine, sedute sul divano dove lei gioca, che la fissano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io, come lei, non sarei stato contento, ed infatti ci guarda male e si gira dall’altra parte: come non capirla!.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi però siamo già contenti così, di poter guardare quella bellezza prendere il biberon mentre cerca le coccole mattutine da parte di A.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo pochi minuti scende B., una ragazza di trent’anni che vive lì. Non è la madre della piccola arrabbiata, ma di un bimbo di un anno che sta ancora dormendo. Ci presentiamo e poi lei cerca di capire chi siamo. Le spiegano un po&#8217; chi siamo e poi rimpiombiamo di nuovo in quel silenzio imbarazzante di quando le persone si sono appena conosciute e non sanno cosa dirsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arriva D., la coordinatrice della casa. Noi oggi dobbiamo fare cinque ore di formazione con lei. Dopo un caffè, ci fa accomodare in una stanza di fianco al salone adibita ad ufficio. Chiudiamo la porta, ci sistemiamo e ci indica il foglio da firmare per far comparire il turno di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D. sembra nata per ricoprire quel ruolo, e forse è per questo che riesce, senza troppe smancerie, a farti sentire subito a tuo agio. Ci parla dell’organizzazione di Ain Karim, di come l&#8217;associazione riesce a vivere, delle entrate e delle uscite e poi ci parla di quasi tutti i casi, presenti e passati, che sono stati ospiti in quella casa e ad Ain Karim in generale. Noi ascoltiamo con attenzione e non possiamo non sentire che nel salone la piccola P. sta giocando. Sentiamo lei che lancia urletti divertiti e fa rumore con i suoi giochi. Quel sottofondo, mentre D. parla, mi fa sembrare la vita più semplice di quanto vogliamo credere. Credo che in ogni contesto lavorativo, dovrebbe esserci questo suono, e che noi non dovremmo mai dimenticarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Faccio un respiro profondo, sorrido e continuo ad ascoltare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un paio di ore entra A. chiedendoci se per pranzo la pasta al sugo vada bene per tutti, e io, che non sapevo nemmeno che il pranzo fosse previsto, per nessuna ragione al mondo avrei detto di no a quella pasta al sugo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza che nemmeno me ne sia reso conto si sono fatte le 12:00. D. ci ha parlato di cosa fa realmente un’organizzazione come questa, gli ostacoli che si possono trovare nel tragitto e che nonostante tutto bisogna sempre cercare una modalità per andare avanti per il tuo bene e quello delle persone assistite. Siamo pieni, un po&#8217; stanchi ma più sicuri e sereni. Ci chiama A. dicendoci che il pranzo è pronto, ci laviamo le mani e ci accomodiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi speravamo che P. si fosse scaldata e che ci avrebbe dato confidenza, ma ci tiene ancora a mantenere le distanze da noi, e continuo a darle ragione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo pranzo in casa famiglia è imbarazzante: stai attento a come mangi, a come ti siedi, come se fosse la prima volta che ti siedi ad un tavolo. Ti senti come se avessi gli occhi di tutti addosso, ma in verità nessuno ti guarda, perché giustamente a nessuno interessa come mangi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è anche B. e ci scambiamo qualche battuta e poi D. inizia a raccontare la storia (da lei rivisitata in chiave più comica e leggera) di Cappuccetto Rosso a P. e a tutti noi. In questa versione della fiaba il lupo non viene squartato, ma dopo aver bevuto una coca-cola rigetta i poveri sventurati che erano stati mangiati; inoltre, i personaggi di cui D. racconta in realtà sono i componenti della casa famiglia, ed anche in questo caso vissero tutti felici e contenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed io spero tanto che sarà così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi è uno dei miei primi giorni all’interno di questa storia, sarò anch’io un componente di questa e altre cento favole e chissà che ruolo avrò.</p>
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		<title>Lettera d&#8217;amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Raponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 17:51:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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					<description><![CDATA[Care zie, cari zii, senza di voi come faremmo? A ogni problema avete una risposta. Un fazzoletto per ogni lacrima. Una spintarella quando non ce la facciamo più. Gesti e parole gentili ogni giorno. Ci fate compagnia, ci preparate il pranzo, la cena, la colazione e ci accompagnate in ogni ora della nostra giornata. Ogni&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Care zie, cari zii,</p>



<p class="wp-block-paragraph">senza di voi come faremmo? A ogni problema avete una risposta. Un fazzoletto per ogni lacrima. Una spintarella quando non ce la facciamo più. Gesti e parole gentili ogni giorno. Ci fate compagnia, ci preparate il pranzo, la cena, la colazione e ci accompagnate in ogni ora della nostra giornata. Ogni tanto ci fate pure i muffin o altri dolcetti. Qualche volta vi incavolate pure ma per fortuna che se no penseremmo che siete strani. Care zie, cari zii, siete prorio preziosi, per noi tutti, grandi e piccoli e piccolissimi. E anche per le nostre mamme che hanno bisogno di voi quanto noi (che abbiamo bisogno di voi e di loro). Di solito si scrivono le lettere e si impostano, o si scrive una mail e si preme INVIA. Ma noi la nostra lettera d&#8217;amore ve l&#8217;abbiamo scritta al muro per dirvi quanto vi vogliamo bene! Scusateci che non c&#8217;è il francobollo. </p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/LL2-1-768x1024.jpg" alt="" data-id="58114" data-full-url="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/LL2-1.jpg" data-link="https://www.ainkarim.it/lettera-damore/ll2-1/" class="wp-image-58114" srcset="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/LL2-1-768x1024.jpg 768w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/LL2-1-225x300.jpg 225w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/LL2-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/LL2-1-900x1200.jpg 900w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/LL2-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li></ul></figure>



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		<title>DAD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 10:57:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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					<description><![CDATA[E così, eccoci di nuovo impegnati in classe, ma fuori della scuola. A scuola, ma senza l&#8217;edificio scuola. Senza i compagni, ma con gli amici di tutti i giorni. Da poco meno di una settimana in 18, studiamo così: le nuove &#8220;aule&#8221; sono le stanze della casa di S. che l&#8217;ha gentilmente messa a nostra&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">E così, eccoci di nuovo impegnati in classe, ma fuori della scuola. A scuola, ma senza l&#8217;edificio scuola. Senza i compagni, ma con gli amici di tutti i giorni. Da poco meno di una settimana in 18, studiamo così: le nuove &#8220;aule&#8221; sono le stanze della casa di S. che l&#8217;ha gentilmente messa a nostra disposizione. Tutti abbiamo un pc, un tablet per collegarci con gli insegnanti e i nostri compagni dispersi in giro, ognuno a casa sua. Pc e tablets sono stati offerti (nuovi, di seconda mano) dalla rete dei nostri amici (un grande grazie anche a loro!) e acquistati nuovi dalla <a href="https://www.diocesidiroma.it/esigenze-di-culto-e-carita-la-ripartizione-dei-fondi-8xmille-per-lanno-2019/">Diocesi di Roma grazie al contributo Fondo 8&#215;1000</a> per l’anno 2020. Non ci dobbiamo alzare troppo presto per andare a scuola e per tornare si fa in due minuti. Questo ci piace. Ci piacciono, in fondo, tutte le novità. Ma, come l&#8217;altr&#8217;anno,speriamo di poter presto tornare a scuola, quella vera. Anche perché, mentre studiamo, le piccolette giocano e imparano a conoscersi e noi invece inchiodati alla seggiola con le cuffiette. </p>



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<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad2-2-768x1024.jpg" alt="" data-id="58098" data-link="https://www.ainkarim.it/?attachment_id=58098" class="wp-image-58098" srcset="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad2-2-768x1024.jpg 768w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad2-2-225x300.jpg 225w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad2-2-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad2-2-1536x2048.jpg 1536w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad2-2-900x1200.jpg 900w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad2-2-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad3-2-768x1024.jpg" alt="" data-id="58099" data-link="https://www.ainkarim.it/?attachment_id=58099" class="wp-image-58099" srcset="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad3-2-768x1024.jpg 768w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad3-2-225x300.jpg 225w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad3-2-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad3-2-1536x2048.jpg 1536w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad3-2-900x1200.jpg 900w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad3-2-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad6-1-768x1024.jpg" alt="" data-id="58100" data-full-url="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad6-1.jpg" data-link="https://www.ainkarim.it/?attachment_id=58100" class="wp-image-58100" srcset="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad6-1-768x1024.jpg 768w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad6-1-225x300.jpg 225w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad6-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad6-1-900x1200.jpg 900w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/03/dad6-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li></ul></figure>
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		<title>Muffins</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Raponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 08:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi per un bel gruppetto di noi (eravamo sette) c&#8217;è stato un laboratorio di pasticceria! Ci piacciono un sacco queste cose che facciamo al calduccio, in tutta calma, seduti intorno al tavolone. Ognuno aveva un compito: chi spalmare la Nutella, chi tagliare la pasta, chi preparare le vaschette e decorare con le mandorle tritate e&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi per un bel gruppetto di noi (eravamo sette) c&#8217;è stato un laboratorio di pasticceria! Ci piacciono un sacco queste cose che facciamo al calduccio, in tutta calma, seduti intorno al tavolone. Ognuno aveva un compito: chi spalmare  la Nutella, chi tagliare la pasta, chi preparare le vaschette e decorare con le mandorle tritate e lo zucchero a velo. Abbiamo fatto i muffin sfogliati, li conoscete? Beh, dopo li abbiamo mangiati tutti, pasticceri e anche chi non aveva partecipato al laboratorio. R. ha detto che da grande farà il cuoco. S. prima di addormentarsi ha chiesto &#8220;zia, che dolce facciamo la prossima volta&#8221;?  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/02/muffins2-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-57926" width="364" height="273" srcset="https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/02/muffins2-1024x768.jpg 1024w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/02/muffins2-300x225.jpg 300w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/02/muffins2-768x576.jpg 768w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/02/muffins2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/02/muffins2-900x675.jpg 900w, https://www.ainkarim.it/new2/wp-content/uploads/2021/02/muffins2.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 364px) 100vw, 364px" /></figure></div>
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		<title>Maschere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Raponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 13:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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			<p>Ormai tutti ma proprio tutti si mettono le maschere: bianche, celesti, rosa, nere, bianche, di tutti i colori. Uffa. Noi allora abbiamo deciso, per Carnevale, di metterci le maschere tradizionali. Ecco come ci siamo preparati per gli ultimi giorni della festa (ormai siamo agli sgoccioli). Siamo belli? Ci riconoscete?</p>

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		<title>Il servizio civile!</title>
		<link>https://www.ainkarim.it/caro-diario-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Raponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 09:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
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					<description><![CDATA[Caro diario, c’è una bella novità o meglio, ci sarà. Le porte delle nostre case si aprono finalmente a 4 giovani volontari del Servizio Civile tra i 18 e i 28 anni (compresi). I giovani selezionati saranno inseriti nel nostro progetto “Il sociale a sostegno” che ha come obiettivo generale quello di assistere i minori&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Caro diario, c’è una bella novità o meglio, ci sarà. Le porte delle nostre case si aprono finalmente a 4 giovani volontari del <strong>Servizio Civile</strong> tra i 18 e i 28 anni (compresi). I giovani selezionati saranno inseriti nel nostro progetto <strong>“Il sociale a sostegno”</strong> che ha come obiettivo generale quello di assistere i minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ difficile spiegare quanta ricchezza si riceve nell’aiutare. Per quei 4 giovani, ne sono certa, sarà un anno intenso, pieno di scoperte, persone e storie. Una volta varcata la soglia delle nostre case scopriranno una prospettiva privilegiata per conoscere il mondo intero, le sue differenze, le sue culture, i suoi colori. Avranno a che fare con tanti bambini, con i loro sorrisi e la loro incredibile forza. Conosceranno donne tenaci con grandi desideri nel cuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avranno a che fare anche con il dolore. Si, perché nelle nostre case non smettiamo mai di soffrire per le sofferenze altrui, per i racconti di dolore e per i segni lasciati nel cuore e sulla pelle delle donne, dei ragazzi e dei bambini. Accanto ai 4 volontari però, ci saranno sempre gli educatori che lavorano stabilmente nelle case e i responsabili. Li guideremo passo passo alla scoperta della nostra realtà e delle persone che ne fanno parte, daremo loro sempre la possibilità di chiedere e di confrontarsi. Inoltre, è previsto un programma di formazione molto intenso che sarà un’occasione per rinforzare le competenze dei volontari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi non vediamo l’ora di iniziare. C’è tempo fino al <strong>15 febbraio 2021</strong> per inoltrare la propria candidatura. La scheda del nostro progetto si trova <a href="https://www.ainkarim.it/servizio-civile/">sul sito di Ain Karim</a> e anche sul sito <a href="https://www.serviziocivile.gov.it/">https://www.serviziocivile.gov.it/.</a></p>
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